Handicap
Il termine handicap è stato introdotto dalla legge 104/1992 e fa riferimento a una condizione di svantaggio sociale causata da menomazioni fisiche, psichiche o sensoriali che compromettono l'autonomia e l’integrazione della persona a livello scolastico, lavorativo e sociale.

Attualmente, la parola handicap non è più utilizzata nel linguaggio tecnico o in quello corrente, poiché ritenuta superata e potenzialmente stigmatizzante (D. Lgs. 62 del 3 maggio 2024, art. 4). Nelle presenti pagine, pertanto, il termine è impiegato con esclusivo riferimento al procedimento amministrativo e non è mai da intendere come sinonimo di disabilità.
L’accertamento di handicap prevede l’esame del grado di autonomia della persona e l’eventuale necessità di sostegni specifici. La valutazione può riconoscere la condizione di “handicap” ai sensi dell’art. 3, comma 1, oppure di “handicap in situazione di gravità” ai sensi dell’art. 3, comma 3, della stessa legge.
Il riconoscimento dà diritto a vari benefici, come permessi retribuiti, congedi straordinari, agevolazioni fiscali, sostegni scolastici e priorità nelle graduatorie per l’accesso a determinati servizi e prestazioni.