Antimicrobico resistenza
Per antimicrobico resistenza si intende la capacità di batteri, virus, funghi e microrganismi di sopravvivere all’azione di un medicinale veterinario, rendendo l’infezione di più difficile cura, con gravi rischi per la salute pubblica globale. Questa resistenza, che può essere naturale o acquisita tramite mutazioni genetiche, è accelerata dall’uso improprio o eccessivo di medicinali.
Monitorare la diffusione di agenti batterici è quindi fondamentale per tutelare la salute umana e animale e rientra nell’ottica One Health di gestione della salute pubblica.
Ma quali sono i germi che maggiormente sviluppano i meccanismi di resistenza? Tra di essi possiamo sicuramente annoverare Escherichia coli e i batteri coliformi, Salmonella e Campylobacter spp. trasmessi all’uomo per lo più tramite gli alimenti ma non possiamo escludere Stafilococchi, Pseudomonas e Klebsiella, trasmessi in genere per contatto diretto con l’animale.
I servizi veterinari regionali hanno a cuore il fenomeno AMR e, per limitare la diffusione degli agenti con antimicrobico resistenza e favorire un uso corretto e prudente degli antimicrobici, si impegnano ad applicare tutte le misure previste dai Piani nazionali come per esempio il Piano sulla farmacosorveglianza e il Piano di contrasto all’antibiotico resistenza-PNCAR che, insieme al Piano regionale sul benessere animale, rappresentano un utile strumento di controllo e monitoraggio del fenomeno.
Antibiotico, quanto basta
Il tuo medico, conoscendo il tuo stato di salute e le tue condizioni generali, valuta la terapia più idonea per te. L'antibiotico si assume solo quando serve.
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