Benessere animale

In genere, dividiamo gli animali in base al ruolo che svolgono per l’uomo: animali da compagnia, con i quali si convive, e animali da allevamento o da reddito, come mucche, maiali e cavalli, allevati per produrre cibo, ma anche fibre, cuoio o altri prodotti.

 

Il benessere degli animali riguarda l’intera filiera produttiva: non si limita all’allevamento, ma comprende tutte le fasi della produzione. In questo contesto, le pratiche di gestione e controllo assumono un ruolo determinante, dal momento che la salute degli animali ha dirette conseguenze su quella dell’essere umano: benessere animale e sicurezza alimentare sono ambiti tra loro strettamente connessi.

Allevamento

Nel corso degli anni, il benessere animale e l’etica negli allevamenti sono diventati temi di crescente attenzione per l’opinione pubblica. La sensibilità della società verso la salute e il trattamento rispettoso degli animali ha avuto un impatto significativo anche sulla legislazione a livello europeo, portando all’adozione di normative comunitarie confluite nella strategia Farm to Fork, ovvero “dal produttore al consumatore”.

 

Affinché un allevamento possa dirsi sano, deve prevedere una cura complessiva degli animali, con una gestione adeguata dell’alimentazione, degli spazi e dell’igiene, controlli veterinari regolari e attenzioni quotidiane.

In Italia
In Italia il D.Lgs. 146/2001 ha tradotto in legge i principi e gli standard europei di protezione degli animali da allevamento, per garantire il loro benessere lungo tutta la filiera produttiva. Pur fornendo un quadro generale valido per tutte le specie allevate, il decreto è integrato da regolamenti più specifici che disciplinano le condizioni di allevamento per categorie particolari come suini, pollame o bovini
In Puglia
La Regione ha recepito il Piano nazionale del benessere animale (PNBA), che garantisce protezione e benessere di animali da reddito e implementa il Piano di controllo regionale pluriennale (PCRP). Oltre le misure di protezione: attività di controllo e monitoraggio, conformemente alle norme nazionali ed europee. È poi rafforzata la collaborazione tra autorità, come i servizi veterinari Asl e le istituzioni locali
In UE
A integrare la normativa, c'è il Regolamento dell'Unione Europea (UE) 2017/625, che stabilisce le condizioni per l'ingresso nell'Unione Europea di partite di animali e merci destinati al consumo umano e provenienti da Paesi terzi. Questo è previsto al fine di garantire che siano conformi alle pertinenti prescrizioni della normativa comunitaria di sicurezza alimentare o a prescrizioni equivalenti

Trasporto

La movimentazione rappresenta un momento particolarmente critico per gli animali da allevamento, poiché può generare stress, paura e sofferenza fisica: rumori, vibrazioni, affollamento e variazioni ambientali incidono negativamente sul loro benessere.

 

Al fine di stabilire regole e pratiche comuni, è stato emanato il Regolamento (CE) 1/2005, che stabilisce le norme per la protezione degli animali durante il trasporto all’interno dell’UE e verso Paesi terzi.

 

Gli animali possono essere trasportati solo se le loro condizioni di salute sono idonee al viaggio. Durante lo spostamento devono disporre di spazio sufficiente, ventilazione adeguata e protezione dagli agenti atmosferici, oltre alla possibilità di accedere a cibo e acqua. La durata dei viaggi è regolamentata con limiti precisi e pause obbligatorie, necessarie per consentire agli animali di riposare, nutrirsi e abbeverarsi. Anche i mezzi di trasporto devono rispondere a requisiti tecnici ben definiti di sicurezza e comfort.

 

Il D.Lgs. 151/2007 dà attuazione operativa in Italia al Regolamento europeo, fissando modalità di controllo e sanzioni amministrative. Le attività di verifica della conformità alla normativa sono parte del Piano nazionale di controllo ufficiale sulla protezione degli animali durante il trasporto.