Fumo
L'esposizione al fumo, sia attiva che passiva, rappresenta un serio rischio per la salute, soprattutto nei bambini e nei feti. Durante la gravidanza, il fumo può compromettere lo sviluppo cerebrale del bambino e aumentare il rischio di disturbi dell'attenzione e iperattività (ADHD). Inoltre, l'esposizione prenatale è correlata a un aumento del rischio di obesità infantile e adolescenziale, poiché altera il funzionamento di aree cerebrali coinvolte nella regolazione dell’appetito.
Il fumo ha un impatto negativo sulla salute respiratoria fin dall’epoca fetale, causando potenziali problemi respiratori e cardiovascolari. I bambini esposti al fumo in utero possono sviluppare anomalie polmonari che aumentano il rischio di malattie croniche respiratorie nell’età adulta. Inoltre, il fumo passivo è associato alla formazione di biofilm nei polmoni, che può favorire infezioni e problemi respiratori ricorrenti. Anche il sistema cardiovascolare può risentire di questa esposizione, aumentando il rischio di malattie cardiache in futuro.
Uno degli effetti meno noti del fumo è l'accorciamento di porzioni del Dna legate all'invecchiamento cellulare. Significa che i bambini esposti al fumo fin dalla gestazione potrebbero subire un invecchiamento cellulare accelerato. Inoltre, l’esposizione al fumo passivo è un fattore di rischio per lo sviluppo di tumori in vari organi, tra cui polmoni, cavo orale e faringe.
Forme di esposizione al fumo
Non solo fumo passivo. Per i neonati è pericolosa anche la cosiddetta esposizione di terzo livello (o di terza mano), ovvero l’assorbimento di residui di nicotina presenti negli ambienti. I bambini infatti possono facilmente entrare in contatto con ambienti e superfici contaminate attraverso la pelle o l’inalazione.

