Papilloma virus umano (HPV)
HPV è l’acronimo di Papilloma virus umano (Human papilloma virus), una famiglia di virus composta da oltre 200 genotipi virali che possono infettare la pelle e le mucose (bocca, gola, genitali e ano). L’infezione da HPV è particolarmente comune. La maggior parte delle infezioni genitali da HPV regredisce spontaneamente. Il virus può non causare sintomi evidenti e restare inattivo per molti anni. Una piccola quota invece, se non identificata, può evolvere lentamente verso una forma tumorale.
La forma tumorale più diffusa è quella della cervice uterina, alla quale si aggiungono i tumori della vulva, della vagina, del pene, dell’ano e della gola.
Come si trasmette
La trasmissione dell’HPV avviene prevalentemente per contatto diretto con la pelle o le mucose, essenzialmente attraverso i rapporti sessuali, anche orali e anali; è infatti una delle più frequenti infezioni sessualmente trasmesse.
Non è necessario avere un rapporto completo per infettarsi: perché avvenga la trasmissione è sufficiente un contatto tra con la pelle infetta. L’utilizzo di contraccettivi riduce il rischio di trasmissione, ma non lo elimina.
Come si previene
Per vivere le relazioni in sicurezza è importante conoscere i fattori di rischio e avere consapevolezza dei comportamenti necessari per proteggersi dalle infezioni sessualmente trasmissibili. Per questo la Regione promuove progetti mirati a conoscere i rischi legati alle infezioni a trasmissione sessuale e ad adottare corretti stili di vita fin dalla giovanissima età, grazie anche al Catalogo dei progetti di promozione della salute che vede tra i vari ambiti di intervento anche quello dell’affettività e della sessualità.
Anche i condilomi genitali, escrescenze benigne che possono comparire a livello degli organi genitali esterni, nella zona anale o nel cavo orale, possono essere provocati dall'infezione da Papilloma Virus Umano a basso rischio. La vaccinazione rappresenta l'unica forma di prevenzione certa e molto efficace sia nella prevenzione oncologica sia nella prevenzione dei condilomi e delle malattie sessualmente trasmesse.
Le principali misure efficaci sono:
evitare rapporti sessuali in presenza di condilomi visibili. Altrimenti, è raccomandato l'uso del preservativo: le lesioni sono molto contagiose
limitare il numero di partner sessuali e ridurre i rapporti occasionali o promiscui, in modo da diminuire l'esposizione al virus del Papilloma umano
In sintesi, la combinazione di vaccinazione, uso del preservativo, comportamenti sessuali responsabili e controlli medici regolari rappresenta il modo più efficace per ridurre la trasmissione dei condilomi genitali. In ogni caso, l’unica misura che garantisce una protezione totale contro il contagio è la vaccinazione preventiva.
Da più di 25 anni è a disposizione il vaccino anti HPV, uno strumento di prevenzione sicuro ed efficace, in grado di proteggere dai ceppi di HPV oncologicamente più aggressivi e dall’infezione dei ceppi a basso rischio più contagiosi.
La vaccinazione anti HPV alla popolazione adolescente di entrambi i sessi è ormai da anni inserita nella schedula vaccinale consigliata in tutti i paesi occidentali, e anche nel calendario di immunizzazione italiano e regionale.
La sua efficacia dipende dalla somministrazione prima che l’organismo sia entrato a contatto con l’HPV, dunque viene abitualmente somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale, ma può essere somministrato anche successivamente.
Il vaccino che viene oggi somministrato è il vaccino nonavalente, cioè che immunizza contro 9 sierotipi di HPV, responsabili della maggior parte delle lesioni precancerose ano-genitali e orali.
La vaccinazione è ad adesione volontaria e gratuita
- Ragazzi e ragazze a partire da 11 anni
- Uomini nati dal 1996
- Donne nate dal 1989
- Persone con determinate patologie o comportamenti a rischio
La vaccinazione è la prima mossa per proteggersi dall’HPV, ma è affiancata da un altro prezioso strumento di prevenzione, in questo caso riservato alle sole donne: lo screening della cervice uterina, utile a prevenire i tumori del collo dell’utero.
Al programma di screening possono aderire - periodicamente, in base all’età - le donne fra i 25 e i 64 anni. Per maggiori informazioni sulle modalità di adesione e svolgimento di questo esame, visita la pagina dedicata.
Per maggiori informazioni consulta il tuo medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta o il tuo ginecologo.
Per la vaccinazione rivolgiti all'ambulatorio vaccinale della tua Asl.
